Storia dei Vicari - Bandierai e Musici di Castel San Barnaba - Sbandieratori del Mugello

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Storia dei Vicari

Vessilli

" La bandiera, fin dalla sua remota origine, ha sempre avuto un ben preciso significato sia nei colori che nei simboli ed è stata usata quale segno di riconoscimento e d’identificazione per congregazioni religiose, per l’orientamento delle truppe, quale insegna di chi combatteva nella stessa formazione, per distintivo araldico di una Casata, di una Comunità o di più soggetti raggruppati e legati da uno scopo collettivo, sino a divenire la più alta e sovrana espressione dell’identità di una nazione.

Antonia Marilei

Sappiamo che il drappo dipinto o ricamato era usato dagli egizi, dalle tribù ebraiche, dai cinesi, dagli indiani, dai greci, dai romani, dai popoli germanici e dalla Chiesa cattolica. Con l’andar del tempo, si sono avute sempre maggiori conoscenze sulla diffusione dei vessilli in tutto il mondo: in Italia sotto i liberi Comuni, le Signorie, i Ducati e i Principati, ci fu una fioritura capillare delle insegne, poi ben codificata dalla scienza araldica, attraverso lo studio della blasonatura. Proprio a mezzo dell’araldica, infatti, ci viene tramandata una cospicua parte di tante glorie del passato. Un passato denso di vita vissuta, di cultura, d’arte e, anche di lotte politiche: cioè la Storia; quel possesso inestinguibile di un popolo che, attraverso la bandiera, ha saputo esprimere da sempre, l’unità degli uomini adunati attorno a questo entusiasmante catalizzatore.

Lo sbandieramento era ed è un’arte vera e propria che esaltava l’alfiere, specialmente militare, il quale doveva essere valoroso, esperto e pronto di riflessi affinché, senza confusione o esitazione, potesse eseguire le necessarie segnalazioni di comando alle proprie schiere, per le manovre più opportune richieste nella battaglia. Questo alfiere, bandieraio, vessillifero che dir si voglia, doveva, inoltre, essere provvisto di coraggio non comune in quanto, non soltanto marciando in testa con la bandiera spiegata era conscio di esporsi sempre e per primo nei combattimenti, ma era altresì; cosciente di non far cadere il vessillo in mani nemiche. E’ notorio che i maggiori sforzi dell’avversario erano rivolti proprio ad impadronirsi della bandiera, ben sapendo che, la perdita di questa, avrebbe significato disordine, scoraggiamento e sconfitta dei rivali. Ecco perché questi alfieri si sottoponevano quotidianamente ad esercizi fisici, specialmente nel lancio. Infatti il lancio in lungo ed in alto, era un modo fondamentale per porre in salvo la bandiera: o per passarla ai propri commilitoni distanti dalla mischia, o per gettarla dentro le mura amiche di una fortificazione.

L’arte dell’alfiere non era facile in antico così come non lo è nel presente, perché oltre a richiedere destrezza, forza, sentimento, leggiadria ed un fisico armonicamente sportivo (che lo sbandieratore raggiunge soltanto attraverso intensi allenamenti), pretendeva e pretende un movimento libero, sciolto, festoso, composto, ma pur sempre militare e non circense, attenendosi con la maggiore aderenza possibile, a quello che nel passato era realtà.
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tratto da: “La Bandiera: Simbolismo. Messaggio, Storia” di L. Artusi
in omaggio al Cav. Luciano Artusi - Vice Poresidente F.I.G.S.


Si è tenuta mercoledì 8 settembre 2010 alle ore 11, presso la splendida sede del Palazzo dei Vicari, la consegna ufficiale dei nuovi drappi ai rappresentanti dei bandierai del gruppo storico “Bandierai e Musici di Castel San Barnaba”.

Alla preenza del Sindaco del Comune, Federico Ignesti, dell’Assessore alle Manifestazioni Folcloristiche Fiammetta Capirossi, della dottoressa docente di Storia dell’Architettura dell’Universita di Firenze Carla Giuseppina Romby, del fotografo Maurizio Fiorenzani, si sono svolte le consegne dei nuovi drappi e le letture delle storie delle famiglie dei Vicari raffigurate. Le pitture sono state sapientemente e pazientemente realizzate dal maestro Alessandro Casati e dall’architetto Antonia Marilei.

Il gruppo riceve le bandiere storiche dal Sindaco di Scarperia
Consegna dei drappi storici raffiguranti i Vicari di Scarperia.

Grazie anche ad un prezioso contributo del Cavaliere Luciano Artusi sono stati effettuati degli studi sui colori dell’araldica che sono stati raffigurati. A fine della manifestazione un encomio del Sindaco e dell’Assessore alla continua crescita del gruppo tutto ed una preghiera a tutti i ragazzi, da parte di Scarperia: “Ricordatevi che durante le vostre esibizioni ci rappresentate!”

 
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